La formazione del tartaro: quando la detartrasi è necessaria
Il tartaro come detto poco fa si genera per l’accumulo progressivo della placca batterica a livello sopragengivale e sottogengivale. Il deposito può essere tranquillamente evitato attraverso normali operazioni di pulizia dentale quotidiane mediante l’uso di un comune spazzolino e del filo interdentale.
Tuttavia oltre all’igiene orale personale ci sono anche altri fattori che possono determinare e accelerare la formazione del tartaro come, ad esempio, il non perfetto allineamento dei denti ed il loro mal posizionamento che può creare zone difficili da raggiungere con i normali strumenti di igiene dentale. Anche la riduzione del flusso salivare può causare la formazione di tartaro poiché diminuisce il potere autodetergente del cavo orale.In tutti questi casi o qualora sia conclamata una parodontopatia le operazioni di detartrasi dovranno necessariamente essere effettuate con maggiore frequenza.
Coseguenze della detartrasi: sensibilità temporanea
Molto spesso dopo la rimozione del tartaro, che può essere effettuata direttamente dall’igienista dentale mediante l’utilizzo di appositi strumenti manuali,sonici,ultrasonici o magnetostrittivi , può succedere che si verifichi un’ipersensibilizzazine temporanea dei denti.Infatti il tartaro se da un lato danneggia le gengive,irritandole e scoprendo le radici, dall’altro crea una sorta di copertura protettiva che una volta rimossa con la detartrasi lascia i siti interessati maggiormente esposti creando un aumento della sensibilità dentaria. Tale fenomeno può essere tuttavia passeggero e dopo qualche settimana il paziente ha una restituito ad integrum. Presso lo studio odontoiatrico Dott.ri Nobile a Torino ogni giorno si eseguono interventi di detartrasi su pazienti di ogni genere al fine di prevenire l’insorgenza di patologie gengivali e parodontali più serie.


